MESSAGGIO DI BENVENUTO
Secondo la Tradizione il Rito Scozzese Antico ed Accettato è detto “Antico” perché derivato dalla Loggia di Herodom di Kilwinning (la più antica Loggia di Scozia) e “Accettato” perché accolto nei vari Stati senza alcuna essenziale modifica; nel rispetto della esclusività giurisdizionale delle Grandi Logge che amministrano i primi tre Gradi simbolici (e che rappresentano senza dubbio il fondamento della Massoneria moderna) il Rito Scozzese Antico ed Accettato coopta Maestri Massoni sui quali erige la sua sovrastruttura amministrativa e rituale che si definisce Piramide Rituale e, lavorando alla Gloria del Grande Architetto dell' Universo, offre attraverso la serie dei suoi Gradi, dal IV al XXXIII, una più profonda interpretazione dei Simboli ed una maggiore illuminazione che sprona il Massone nella ricerca della Verità. Non a caso il Rito Scozzese Antico ed Accettato è stato creato nel corso del XVIII° secolo allo scopo di unificare in un unico sistema i Riti nati nei secoli precedenti. Ed infatti nei sui singoli gradi il Rito Scozzese Antico ed Accettato offre spunti di riflessione propri delle Tradizioni occidentali, come l’Alchimia, la Cabala, l’Ermetismo, il Rosacrocianesimo ed il Templarismo, stimolando nei membri lo spirito di approfondimento di Dottrine non più o non sempre studiate nelle Logge simboliche.
La stessa storia del Rito Scozzese Antico ed Accettato è una prova della complessità del suo insegnamento: il Rito ebbe origine con l’avvento dei Maestri Scozzesi nel 1738, e si sviluppò dapprima con il Capitolo di Clermont nel 1754 e poi con gli Imperatori d’Oriente e d’Occidente nel 1758. Questi ultimi introdussero una ritualità definita “Rito di Perfezione” o “Rito di Heredom” sulla quale si andarono ad innestare anche espressioni del sistema degli Alti Gradi minori e di più recente creazione i quali il Rito Primitivo.
Soltanto nel 1801 si raggiunse la definitiva codificazione del Rito Scozzese Antico ed Accettato con la fondazione del Primo Supremo Consiglio del mondo a Charleston ad opera di John Mitchell, mediante l’introduzione di una scala graduale di trenta gradi e la designazione del “Supremo Consiglio dei Grandi Ispettori Generali del 33° ed Ultimo Grado” quale custode della Tradizione Scozzese.
Il Rito Scozzese Antico ed Accettato ha fatto la sua apparizione in Italia il 20 giugno 1805 con l’installazione del primo Supremo Consiglio d’Italia ad opera del conte Alexandre François Auguste de Grasse-Tilly.
Il perfezionamento interiore e quello dell’umana Famiglia resta l’obiettivo principale della più complessa e approfondita ricerca che, attraversando le molteplici fasi progressive dell’iter iniziatico scozzese, tende al conseguimento, nella libertà di coscienza, della consapevolezza delle più alte problematiche relative alla Vita, alla Morte, alla Società, all’Universo, al Divino.
E ciò, come detto, impegnando l’adepto a percorrere una scala graduale che lo porta a prendere consapevolezza ed in piena libertà di coscienza delle più alte problematiche relative alla Vita, alla Morte, alla Società, all'Universo, al Divino.
In Italia, la pratica del R.S.A.A. prevede il conferimento dei seguenti gradi nelle relative Camere Rituali:
4° Maestro Segreto
9° Cavaliere Eletto dei Nove
18° Principe Rosa Croce
30° Cavaliere Kadosch
31° Ispettore Inquisitore
32° Maestro del Real Segreto
33° Grande Ispettore Generale
I Gradi intermedi sono conferiti “per comunicazione” prima dell’iniziazione di quello superiore effettivamente praticato; questo stato di cose però non esime dalla conoscenza della Tradizione del singolo Grado e, soprattutto, dall’acquisizione del suo precipuo insegnamento.
L’essenza del Rito è stata definita ben definita In “Morals and Dogma” di Albert Pike dove si legge: “Per i Massoni, ed in particolare per quelli del R.S.A.A., essere puri e senza macchia non comporta solo l’impegno volto a saziare la sete del sapere, ma anche e soprattutto la sincerità di coscienza, la rettitudine del carattere e la genuina bontà insita nell’animo, doti che si manifestano nei pensieri e nella condotta che teniamo in ogni istante della nostra vita. Ecco perché la Massoneria ha preservato e trasmesso, nella loro purezza, le dottrine cardinali che sono alla base di tutte le religioni. ... e, proprio in forza dei suoi alti ideali, ha aiutato non poche Nazioni a riacquistare la Libertà. Noi riaffermiamo che la Massoneria, in presenza dei rinnovati attacchi delle forze del materialismo e dell’oscurantismo, non prova timore alcuno, anche se resta incredula e vigilante al cospetto dei diritti calpestati. La sua millenaria Tradizione è là per rammentarle quante volte altri assalti più furiosi si sono infranti contro la maestà dell’ideale, sicura dei suoi principi universali di Fratellanza, Giustizia e Libertà. Ogni Massone del Rito Scozzese deve lasciarsi guidare sempre da sani principi morali e dalla legge del dovere, non soltanto nella vita massonica ma anche, e soprattutto, nelle attività che svolge da profano”.
Il Rito Scozzese Antico ed Accettato è un Corpo Rituale sovrano ed indipendente, che coopta i suoi membri tra i Maestri Massoni di una Gran Loggia in base ad un Trattato di Amicizia. Pertanto la Massoneria azzurra è indispensabile per la vita del Rito.